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Il
primo sabato di Quaresima si può assistere al Falò di Carnevale, tradizione
ripresa dalla vita contadina di un tempo, che vedeva la popolazione riunita
intorno ad un grosso cumulo di sterpi derivante da potature e pulizie dei
campi, alla sommità del quale, era posta una "veja" agghindata di tutto
punto, destinata ad ardere più o meno lentamente. Ciò, per lasciare alle
spalle l'inverno e propiziare semina e raccolto dell'anno, interpretando
segni derivanti dal modo in cui il falò ardeva.
Animata dal G.A.V. (Gruppo alpinistico villarfocchiardese) in collaborazione
con la nostra associazione, riporta ai tempi moderni una testimonianza del
passato che ha visto in Villar Focchiardo, fino ai tardi anni '40,
l'esistenza di un falò per ciascuna delle borgate che compongono il paese.
Ogni borgata doveva difendere la catasta di legna fino alla prima domenica
di Quaresima dalle incursioni degli altri borghigiani, desiderosi di farne
un rogo prima del previsto.
A fine anni '60, per circa un lustro, l'appuntamento viene trascurato,
finchè, su sollecitazione dello storico locale Luigi Martoia, si è
rispolverata la tradizione conservata fino ad oggi.
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