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Il Venerdì Santo la Rievocazione storica
della Passione di Cristo.
Risale al lontano 1700 la memoria dell’esistenza della
tradizione religiosa di far rivivere gli ultimi momenti della vita di Gesù
attraverso decine di figuranti vestiti dei costumi dell’epoca.
Fino al 1965, la Via
Crucis si svolgeva il giovedì pomeriggio, poi dal 1966 la Pro Loco inizia a
collaborare con il Parroco e, per due anni, la rievocazione si sposta al
giovedì sera.
Dal 1968, anche a
seguito di variazioni nella liturgia, ogni Venerdì Santo all’interno della
Chiesa parrocchiale, si possono rivivere le fasi salienti del Processo
davanti a Caifa e Pilato, seguito dalla condanna del Cristo che, carico
della croce,
percorre al lume di numerose fiaccole le vie del paese.
Lungo il percorso, che
tocca alcune delle cappelle disseminate sul territorio villarfocchiardese,
si susseguono l’incontro con Simone di Cirene, la Veronica, le Pie Donne e
quello ancor più commovente con la Madonna (impersonata da una giovane che
si sposerà nell’anno), oltre alle tre cadute di un Cristo che, sempre più
affaticato, procede verso il Calvario.
Al ritorno in Chiesa si
assiste agli ultimi momenti rievocanti la crocifissione, certo i più
drammatici e toccanti, con colpi di martello, fulmini e tuoni..JPG)
Poi tutto si placa,
torna il silenzio, la luce e la scena finale della deposizione dalla croce
con Gesù tra le braccia della Madre, circondato soltanto dagli amici più
fedeli, sotto lo sguardo dei soldati romani al comando del Centurione.
Sebbene negli anni siano
state apportate variazioni dovute anche al mutare dei tempi (ad es. per
motivi di sicurezza non si è più ritenuto opportuno far partecipare alcuni
soldati romani a cavallo), si sono preservati i testi della narrazione,
rimasti fedeli ai Vangeli, cercando di migliorare le scenografie, senza
cadere nel puro teatro, mettendo al primo posto l’aspetto religioso,
rispettando così anche lo spirito col quale certamente questa tradizione è
nata.
Anche i costumi sono stati, negli anni, sostituiti, rimanendo il più
possibile fedeli ai costumi del periodo, sia per stoffe che per foggia,
grazie anche alla collaborazione, nell’ultimo decennio, del Parroco don
Luigi Crepaldi.
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